Napoli milionaria

Ottobre 10, 2009

Eduardo, 1945

1atto: Moglie eduardo vende caffè al nero. Una concorrente la denuncia e al controllo di brigadiere Eduardo finge di essere morto, ma brigadiere non ci crede. Suona sirena e scappano tutti in ricovero tranne brigadiere che resta con morto. Risorge perché gli promette di non arrestarlo.
2atto: È passato del tempo: Napoli è stata liberata dagli Alleati. Il basso è stato rinnovato e ristrutturato. La moglie di Eduardo ha fatto fortuna associandosi in commerci poco puliti con Settebellizze di cui quel giorno si festeggerà il compleanno e che propone alla donna di unire i loro sentimenti d’amore agli affari. Ma la donna, anche se a malincuore, rifiuta, perché è convinta che Eduardo scomparso da diversi mesi, alla fine tornerà a casa.
La guerra ha lasciato le sue rovine: la figlia è rimasta incinta di un soldato americano che l’ha lasciata ed è tornato al suo paese; il figlio ruba i pneumatici delle auto.
Questa è la famiglia che ritrova Gennaro tornato inaspettatamente quel giorno di festa. Vorrebbe sfogarsi, raccontare le sue sofferenze e peripezie ma nessuno sta ad ascoltarlo, tutti vogliono festeggiare Settebellizze e non pensare più alle pene della guerra ormai finita.
«La guerra è finita», ripetono tutti: Gennaro invece è convinto che ora si stia combattendo un’altra guerra: quella della povera gente che ha perso tutti i valori e l’onestà della vita precedente e che ora deve recuperare.
Il commissario Ciappa avverte Eduardo che arresterà il figlio se lo sorprenderà quella sera stessa mentre sta rubando. Ma una disgrazia più grande ha colpito la famiglia: la piccola ammalata morirà se non si troverà una medicina che sembra essere introvabile in tutta Napoli. Tutti si sono mobilitati alla sua ricerca, ma non c’è niente da fare: si sospetta che la tengano nascosta per farne alzare il prezzo: anche la moglie ha fatto così per la vendita delle sigarette. La medicina la porterà poi il ragioniere Spasiano che l’ha dovuta usare per i suoi figli: la darà ad Amalia senza pretendere niente in cambio anche se, quando si trattava di non far morire di fame i suoi figli, Amalia non è stata altrettanto generosa non pensando che «Chi prima, chi dopo ognuno deve bussare alla porta dell’altro».
La bambina si salverà se supererà la nottata; Amedeo rinsavito non è andato a rubare: tornerà a lavorare onestamente, Maria Rosaria resterà in famiglia con il suo bambino. Anche Amalia ha capito di avere sbagliato a farsi prender dalla brama del denaro ed ora piange sui suoi errori confortata dal marito a sperare perché ora non rimane che aspettare: «S’ha da aspetta’ Ama’ . Ha da passa’ ‘a nuttata».